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 L’incantesimo della “Juta” si rinnova sotto gli auspici di “Mamma Schiavona”. Nei giorni 10, 11 e 12 settembre rivive ad Ospedaletto il tradizionale appuntamento della “Juta a Montevergine”,organizzato dal Comune, dalla Proloco, dalle associazioni e Comitati Religiosi locali, con il Patrocinio della Regione Campania, della Provincia, dell’Ente Provinciale del Turismo, della Comunità Montana del Partenio e dell’Ente Parco.

Il canto di devozione dei pellegrini all’alba, da maggio a settembre, è un dolce risveglio per i cittadini di Ospedaletto. Il borgo addormentato si risveglia, le botteghe ritornano a vivere, nell’aria si respirano profumi di
cannella e dolci caramellati, torroni e frutta secca. Ospedaletto è anche arte, cultura, religione, buona cucina, ospitalità che si manifesta nella varie attività culturali rievocando tra storia e leggenda il famoso pellegrinaggio a “Mamma Schiavona” grazie a tante testimonianze letterarie, documenti, dipinti, fotografie d’epoca e nostalgici ricordi: traini con cavalli “annicchiati a festa”, “Carrettini e macchine d’epoca ornate a fiori, nodi alle ginestre come rito nuziale propiziatorio sul sentiero che porta alla “Cappella dello Scalzatoio” alla “sedia della Madonna”, al “casone”,“pizzichetarantate” accompagnate a “fronne ‘e limone” e canti a figliole ove “Voci Roche” graffiate da una puntina annunciano il passaggio di macchine addobbate a festa con l’icona di “Mamma Schiavona” provenienti sopratutto dal napoletano e dell’agronocerino.

 La manifestazione nasce alla fine degli anni novanta per iniziativa della ProLoco, presieduta dalla prof.ssa Rosanna Armonico. L’iniziativa si pone a metà strada tra la rievocazione storica dell’antico pellegrinaggio, con i carrettoni addobbati a festa e la contemporaneità del presente storico che rivisitando il folklore intende richiamare nuovi flussi turistici per suscitare nuove energie culturali rinverdendo nel contempo una tradizione unica in Campania. Per i vicoli del centro storico sfilano calessi e cavalli bardati a festa,l’ambiente è ricco di luminarie e colori, di circhi di strada, saltimbanchi, tammurriate con tanto divertimento. Botteghe artigianali e di prodotti tipici del territorio e tanto buon cibo da gustare. La manifestazione, quindi, è la testimonianza vivente dell’antico pellegrinaggio a Montevergine, ove tra storia e leggenda, testimonianze letterarie, dipinti, fotografie d’epoca e ricordi viene rappresentato il viaggio nel tempo dei viandanti in cammino verso la vetta.

La notte dell ’11 settembre sembra infinita, dopo la festa ,dopo i balli e i canti , il popolo della Juta si riunisce e si raccoglie in uno stato d’animo di redenzione e il paese si raccoglie nel silenzio. Recuperate le energie ci si avvia a piedi tra i sentieri e i boschi che conducono al Santuario. Qualcuno fa sosta alla cappella dello Scalzatoio e continua il suo pellegrinaggio scalzo chiedendo un voto alla Madonna. All’alba, raggiunta la Scalinata Santa si invoca Maria con canti di fede e devozione , l’emozione è tanta, ognuno affida le sue pene a ‘Mamma Schiavona’. Difronte all’antico quadro che la ritrae maestosa,sembra che il suo sguardo non ti lasci, nell’antica cappella la festa continua in suo onore e si festeggia il suo nome.